Riprovarci dopo un aborto spontaneo: con i tuoi tempi e con dolcezza
Quando si può riprovare dopo un aborto spontaneo, quando torna il primo ciclo e quali esami si fanno dopo aborti ripetuti? Una guida delicata su lutto e sostegno.

Perdere una gravidanza, anche molto presto, può lasciare un dolore profondo. Se stai leggendo queste righe adesso, sappi prima di tutto questo: tutto quello che provi è comprensibile, e non sei sola. In questo articolo parliamo delle domande che potresti avere pensando di riprovarci, in base a quello che dicono le linee guida attuali e nel rispetto dei tuoi tempi.
Prima di tutto, la cosa più importante: non è colpa tua. L'American College of Obstetricians and Gynecologists (ACOG) sottolinea che un aborto spontaneo non è quasi mai colpa della donna. Circa metà degli aborti precoci avviene perché l'embrione non riesce a svilupparsi correttamente, e spesso la causa è un numero anomalo di cromosomi. Lavorare, fare sport, lo stress, le litigate, i rapporti sessuali o aver preso la pillola in passato non causano aborti. L'aborto spontaneo è in realtà frequente: secondo l'ACOG, circa 1 gravidanza nota su 10 si interrompe precocemente.
Come si riprende il corpo? L'NHS, il servizio sanitario britannico, ricorda che dopo un aborto spontaneo possono esserci dolori alla pancia per qualche giorno e perdite di sangue o spotting fino a 2 settimane. Alcune donne stanno meglio in pochi giorni o settimane, per altre ci vuole di più. Per il rischio di infezione, l'NHS consiglia di sospendere i rapporti finché i sintomi non sono passati. L'ACOG consiglia anche di non inserire nulla in vagina, tamponi compresi, per 1-2 settimane e di fare un controllo qualche settimana dopo. Se il tuo gruppo sanguigno è Rh negativo e l'aborto è avvenuto alla 12ª settimana o dopo, si consiglia un'iniezione di immunoglobuline anti-D. Puoi chiedere al tuo ginecologo se serve anche nelle settimane precedenti.
Quando arriva il primo ciclo? Secondo l'NHS, dopo un aborto spontaneo possono servire fino a 8 settimane perché torni il ciclo, e qualche mese perché riprenda il suo ritmo di prima. L'ACOG ricorda che puoi rimanere di nuovo incinta già 2 settimane dopo un aborto precoce. Se non vuoi una gravidanza subito, in questo periodo conviene usare un contraccettivo.
Quanto aspettare? Perché le informazioni non coincidono? Nel rapporto della sua consultazione del 2005 sull'intervallo tra le nascite, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomandava di aspettare almeno 6 mesi dopo un aborto spontaneo prima della gravidanza successiva. Una revisione sistematica con meta-analisi più recente, del 2017, con i dati di circa un milione di donne, ha mostrato che una gravidanza entro 6 mesi da un aborto spontaneo non era collegata a esiti peggiori nella gravidanza successiva. In questo studio, chi era rimasta incinta dopo un intervallo breve aveva un rischio più basso di un nuovo aborto e di parto pretermine. Gli studi della revisione erano osservazionali, quindi mostrano che un intervallo breve non aumenta il rischio, non che lo riduca.
Il consiglio attuale: quando ti senti pronta. L'NHS dice che puoi ricominciare a provarci quando ti senti pronta, una volta passati i sintomi. Anche l'ACOG consiglia di concederti il tempo di riprenderti emotivamente e fisicamente prima di provarci e di parlare dei tempi con il medico. Aspettare un ciclo per calcolare più facilmente la data presunta del parto è un'altra possibilità. Il momento giusto, quindi, dipende meno dal calendario e più da quando il tuo cuore e il tuo corpo sono pronti.
Anche prepararsi emotivamente è preparazione. Secondo l'ACOG, per molte donne la guarigione emotiva richiede più tempo di quella fisica, e il dolore del partner può avere un aspetto diverso dal tuo. Questo non significa che uno dei due soffra di meno. È naturale anche sentirsi in ansia in una nuova gravidanza. Possono aiutarti:
- Condividere quello che provi con il partner, la famiglia o una persona di fiducia
- Chiedere al medico un sostegno psicologico
- Parlare con chi ha vissuto un'esperienza simile in un gruppo di sostegno
Quando si indaga sugli aborti ripetuti? L'ACOG ricorda che la perdita della gravidanza nel primo trimestre di solito è un evento isolato e che gli aborti ripetuti sono rari. Secondo l'ACOG, dopo due o più aborti si possono fare esami per cercare la causa. L'NHS consiglia a chi ha avuto 3 o più aborti di rivolgersi al medico e farsi inviare per gli esami, per cercare una causa curabile. Anche quando non si trova una causa, la maggior parte delle donne ha poi una gravidanza sana dopo aborti ripetuti.
Quando decidi di riprovarci: ricordati di riprendere l'acido folico; trovi i dettagli nella nostra guida all'acido folico e alle vitamine prima del concepimento. Ci sono anche alcuni fattori modificabili indicati dall'NHS: fumo, alcol, troppa caffeina, obesità o sottopeso possono aumentare il rischio di aborto. Non è un elenco di cose di cui sentirsi in colpa, ma piccoli passi che possono sostenerti nel nuovo percorso.
Quando andare dal medico?
- Le perdite durano più delle 2 settimane indicate dall'NHS, oppure un sintomo ti preoccupa
- Hai febbre o brividi, che possono essere segni di infezione
- Se il sanguinamento è molto abbondante, per esempio un assorbente si riempie poco dopo averlo messo, o hai un mal di pancia insopportabile, dolore alla spalla, capogiri o ti senti svenire, chiama subito il 118 (o il 112)
- In una nuova gravidanza hai perdite di sangue, crampi o perdite di liquido dalla vagina
- Il dolore della perdita ti rende difficile la vita quotidiana da molto tempo
Cara futura mamma, il bambino che hai perso fa parte della tua storia, ed è naturalissimo sentirne la mancanza. Non devi avere fretta di riprovarci, e non devi nemmeno per forza aspettare. Qualunque strada scegli, trattati con almeno la stessa dolcezza che riserveresti a un'amica.
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