ENDOMETRIOSI

Endometriosi: diagnosi, gestione del dolore e fertilità

Una sindrome da dolore cronico che riguarda il 10% delle donne in età fertile: il problema del ritardo diagnostico e i trattamenti moderni.

Redazione HeyMom Salute del ciclo 3 min di lettura
Endometriosi: diagnosi, gestione del dolore e fertilità

L'endometriosi è una condizione in cui il tessuto endometriale, che normalmente si trova dentro l'utero, si trova al di fuori dell'utero (ovaie, tube, peritoneo, raramente intestino e vescica). Riguarda il 6-10% delle donne in età fertile. In media la diagnosi arriva con 7-10 anni di ritardo: conoscere questo problema è di importanza fondamentale.

Il sintomo principale: il dolore mestruale (dismenorrea), forte, in peggioramento, che non risponde agli antidolorifici e sconvolge la vita quotidiana. Altri sintomi:

  • Dolore profondo durante i rapporti (dispareunia)
  • Dolore pelvico (anche fuori dalle mestruazioni)
  • Dolore in bagno durante il ciclo (dischezia, disuria)
  • Disturbi intestinali (alternanza di stitichezza e diarrea, simile al colon irritabile)
  • Stanchezza eccessiva
  • Infertilità (nel 30-50% dei casi)

I motivi del ritardo diagnostico: il dolore mestruale considerato «normale», medici che lo liquidano come «una variante del dolore», il fatto che non sempre si vede agli esami di imaging e, per molti anni, l'attesa di un intervento (laparoscopia) per confermarlo. Le indicazioni attuali (ESHRE 2022) non considerano più la laparoscopia obbligatoria per la diagnosi. Se hai una dismenorrea forte e in peggioramento, non «rassegnarti»: chiedi espressamente dell'endometriosi.

Esami di imaging:

  • Ecografia transvaginale e risonanza magnetica pelvica: imaging di prima linea; possono mostrare endometriomi ed endometriosi profonda, ma nessuna delle due è da sola un «gold standard»
  • Laparoscopia + biopsia: si usa quando l'imaging non è conclusivo o quando si programma il trattamento nello stesso momento

Nota: la diagnosi si può fare in base al quadro clinico anche con imaging negativo (linee guida ESHRE 2022)

Gestione del dolore (prima linea):

  • Antinfiammatori consigliati dal medico, da iniziare prima delle mestruazioni
  • Calore (borsa dell'acqua calda, bagno): efficacia dimostrata
  • Attività fisica regolare: rilascio di endorfine
  • Fisioterapia pelvica: per la tensione muscolare
  • Alimentazione (antinfiammatoria: omega-3, antiossidanti, poca carne rossa)

Terapia ormonale (soppressione di prima linea):

  • Pillola estroprogestinica in uso continuo (soppressione delle mestruazioni)
  • Progestinici in compresse (dienogest, noretisterone): riducono l'attività dell'endometrio
  • LARC: spirale ormonale (Mirena), forte effetto locale
  • Agonisti/antagonisti del GnRH: nei casi gravi (effetti collaterali simili alla menopausa, serve la terapia add-back)

Chirurgia: l'escissione (asportazione) è superiore all'ablazione; è la prima scelta se la terapia ormonale non funziona o se c'è anche infertilità. L'isterectomia è l'ultima risorsa: non è una «cura definitiva» per l'endometriosi; le recidive sono possibili anche se le ovaie vengono conservate.

Infertilità e gravidanza: nell'endometriosi lieve si può avere una possibilità con l'inseminazione intrauterina (IUI) o con i rapporti mirati. La FIVET è la più efficace nei casi moderati-gravi. È fondamentale parlare in modo realistico delle «possibilità di gravidanza» con il trattamento dell'endometriosi: la laparoscopia non sempre aumenta la fertilità. Rivolgersi a uno specialista della fertilità è prezioso.

Cara donna, «il tuo dolore non è normale»: l'endometriosi è una malattia invisibile ma reale. Far sentire la tua voce è un tuo diritto. Chiedere il parere di più medici ed essere la prima a difendere te stessa è prezioso. La malattia si può gestire, non è senza speranza: con la squadra giusta si può recuperare in gran parte la qualità di vita.

Questo contenuto ha solo scopo informativo e non sostituisce il parere medico. Rivolgiti al tuo medico per qualsiasi questione legata alla tua salute.

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